Un’idea di futuro

30/03/2010  |  pubblicato da luisacapelli

Commenti (2) | Trackbacks (0)

Un’idea di futuro: è quella che manca in questo Paese da troppo tempo, che è mancata durante la campagna elettorale di queste elezioni regionali e di cui siamo stati tutti privati in nome di un presente avvolto sulla difesa dei propri interessi. E a cui l’oblio del passato presta servizio senza sosta (e smettiamola di sventolare le bandiere di un nuovo senza storia, per favore).

Lo scenario che esce da queste elezioni regionali è pessimo, e non mi appassiona il computo delle regioni che vanno di là e quelle che restano di qua (qua dove?).

Sì, ci sono le eccezioni di Puglia e Basilicata (meno, molto meno, Liguria, Umbria ed Emilia), qualche nome che qui e là riesce a farsi largo tra le nomenclature, ma quello che esce vincente dal risultato elettorale del 29 marzo è il mondo della politica di professione, o quello delle cricche variamente assortite. In tutti i partiti, si vedano i voti di preferenza (e non solo in provincia).

Un terzo di cittadini, quasi il 40% se sommiamo le nulle e le bianche alle astensioni, si sono chiamati fuori, e non penso affatto che fossero tutti a festeggiare l’unica Emma vincente di ieri, quella di Amici.

Occorre tagliare i ponti con un modello di mondo – quello nazionale, fatto di boss e veline e quello planetario, costituito da violenze e spoliazioni senza limite – e pensarne uno diverso, che abbia la forza di attrarre energie, intelligenze, coraggio.

L’ho scritto e lo ripeto: ci tocca pensare al futuro se vogliamo guarire il presente.

leggi tutto »

Condividi!
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • Twitter

Cambiamo la politica, riprendiamoci la parola (mail, sms, piccioni viaggiatori: tutto fa brodo ;)

26/03/2010  |  pubblicato da luisacapelli

Commenti (3) | Trackbacks (0)

Care amiche, cari amici,

siamo alla fine di una campagna elettorale confusa e incerta, in cui il confronto politico è scomparso, in cui abbiamo visto tornare in campo il peggior volto del voto di scambio (50 euro a voto fotografato con il cellulare, in una famiglia di sei persone fanno la differenza a fine mese: così siamo ridotti).

Ecco che allora, al di là dei programmi e delle idee, buone o meno, che ho provato a tirar fuori in questi due mesi (è tutto nel blog), torna la ragione fondamentale per cui mi trovate candidata, per cui mi avete incoraggiata e sostenuta: il bisogno di giustizia.

La giustizia mortificata dai soprusi perpetrati dai forti sui deboli, la giustizia elusa dagli evasori, ingannata da chi non riconosce al lavoro legittima dignità, la giustizia negata alle vittime della mafia e delle stragi, la giustizia offesa da chi la ignora e se ne sente al di sopra, immune alle leggi e alle regole sulle quali ha giurato.

Da qui ci tocca ricominciare, e questo sarà il mio primo e fondamentale impegno: battermi contro il partito degli affari. Quel partito trasversale che affonda le sue unghie nelle risorse pubbliche, che corrompe e trasforma in sistema mafioso la gestione della sanità e quella dei rifiuti, che rimuove le tutele e privatizza i beni comuni, ambientali e culturali, che specula sul territorio violando l’esistenza di chi ci vive.

Cultura, ricerca, innovazione per me sono obiettivi irrinunciabili per un risveglio della coscienza civile e democratica, strumenti fondamentali per uscire dalla crisi. Il ripristino della legalità e la trasparenza nell’amministrazione della cosa pubblica costituiranno il nucleo del mio lavoro nel Consiglio regionale.

Considero questo mio impegno un servizio per tutti noi, con un mandato a tempo determinato di due legislature al massimo. Ho un lavoro che amo e anche l’insegnamento all’università fa ormai parte della mia vita: a queste passioni voglio tornare a dedicarmi prima possibile. Nel frattempo lavorerò perché al mio posto possano entrare giovani pieni di fresche energie che abbiano le capacità e la volontà di restituire alla nostra regione e al nostro Paese la dignità che meritano.

Ci voglio provare: cambiamo la politica e riprendiamoci la parola. Se pensate che io possa farlo, vi chiedo di votarmi, e di spiegare ad amici e conoscenti perché lo farete.

Immagine anteprima YouTube
Condividi!
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • Twitter

Come si vota il 28 e 29 marzo

25/03/2010  |  pubblicato da luisacapelli

Commenti (5) | Trackbacks (0)

Qualche breve istruzione sul voto di domenica e lunedì, per chi vuole eleggere me al Consiglio regionale ed Emma Bonino governatrice della regione Lazio.

Si vota domenica 28 marzo (dalle ore 8 alle 22) e lunedì 29 marzo (dalle 7 alle 15): ricorda di portare con te il certificato elettorale e un documento d’identità valido. Se non hai ricevuto il certificato richiedilo all’ufficio elettorale della circoscrizione: sono sempre aperti in questi giorni.

In basso c’è la scheda che ci consegneranno, nella quale sono in evidenza solo i simboli e i nomi che ti chiedo di votare.

Per votare me: BARRA IL SIMBOLO della lista DI PIETRO-IDV in cui sono candidata (circoscrizione di Roma e provincia) e scrivi CAPELLI nella riga accanto al simbolo.

Per votare la coalizione che sostiene Emma Bonino alla guida della regione: BARRA il nome EMMA BONINO.

Non basta scrivere il mio nome per assegnare il voto anche alla candidata governatrice: occorre fare DUE croci. Se metti una croce sul simbolo di Idv e scrivi il mio nome senza barrare anche il nome di Emma Bonino il tuo voto NON andrà automaticamente alla coalizione che sostengo.

Per finire: ANDARE A VOTARE È UN DIRITTO, ESERCITIAMOLO.

Condividi!
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • Twitter

Un rinascimento politico nel Lazio

22/03/2010  |  pubblicato da luisacapelli

Commenti (0) | Trackbacks (0)

Questo è il titolo che Loretta Napoleoni ha dato a un suo intervento del 14 gennaio (pubblicato sul suo blog e poi ripreso da numerose altre testate d’informazione), spiegando le ragioni per cui avrebbe dato continuità all’impegno cui era stata chiamata da un gruppo di cittadini che le avevano chiesto di partecipare alle primarie della coalizione di centro-sinistra nel Lazio.

La “chiamata” a Loretta è stata realizzata attraverso un gruppo nato su Facebook e qui continua a operare un nuovo gruppo, raccoltosi attorno allo stesso titolo dell’articolo, che riflette e produce analisi sul territorio della regione Lazio e si prepara a organizzare e rendere visibili le proposte di una rete di cittadini accomunati dall’intento di rinnovare profondamente il sistema politico.

Loretta ha quindi intenzione di non mollare, e ne spiega le ragioni in questa intervista di cui si può leggere il testo più in basso.

Immagine anteprima YouTube

LUISA
Allora, ciao Loretta. Con me c’è Loretta Napoleoni, con la quale vogliamo discutere un po’ della situazione della regione Lazio e della ragione per la quale insieme ad altri amici, nel momento in cui si presentava l’opportunità di svolgere le primarie nel Lazio per scegliere il candidato o la candidata governatrice della regione, un gruppo di amici, tra cui la sottoscritta, hanno proposto il nome di Loretta perché pensavamo che questo fosse un buon modo per smuovere il sistema politico e introdurre una dinamica nuova nella scelta delle persone che potessero svolgere questo compito. E quindi adesso io chiedo a Loretta di sintetizzare ancora una volta la ragione per cui lei avrebbe accettato di competere in questa possibilità delle primarie.

LORETTA
Bene, grazie Luisa. Dunque, io ho accettato perché per prima cosa mi è stata fatta quest’offerta da un gruppo di Facebook, quindi da un gruppo che veniva dalla base della piramide elettorale. La mia idea era di organizzare un gruppo di esperti, di chiamare ad aiutarmi in quest’avventura dei professionisti. E questo non perché non credo nella figura del politico in generale, ma semplicemente perché io sono convinta che siamo arrivati a un punto, in Italia ma anche in molti altri paesi dell’occidente, in cui c’è bisogno di una pausa in questa corsa della politica nella quale si inserisce un elemento di alta professionalità per rimettere un po’ le cose in ordine.

LUISA
Questo che tu poni, Loretta, sicuramente è uno dei problemi grandi. Forse enfatizzare il termine “società civile” non è neanche completamente giusto. D’altra parte uno degli aspetti più negativi attraverso cui si manifesta questa chiusura e crisi profondissima della politica, anche a mio parere dipende dal fatto che la politica non ha nessun interesse a rinnovarsi, a far entrare risorse nuove al suo interno. Noi abbiamo appunto una quantità di “professionisti della politica” che sono sulla scena da decenni e che continuano ad essere sempre gli stessi. A conclusione provvisoria di quest’esperienza delle primarie Loretta ha scritto un documento che è stato pubblicato anche sulla stampa che si intitola “Per un Rinascimento politico nella regione Lazio”. Ce lo spieghi meglio, Loretta?

LORETTA
Sì, dunque, l’idea è di non abbandonare la lotta politica semplicemente perché non ci sono state le primarie o perché magari uno non viene eletto, ma di continuare questo discorso verso un rinnovamento politico che sia un rinnovamento che nasce dalla base, dalla società civile. Non c’è più contatto reale tra la classe politica e l’elettorato. Quindi l’idea di fondo è tornare a parlare con l’elettorato, di tornare alla base di questa società civile e attraverso l’interazione con la società civile tirare fuori una nuova formula per la politica che, come dicevo prima, deve essere una formula basata sulla professionalità di chi decide di prendersi la responsabilità di essere un politico per un determinato periodo di tempo chiaramente non illimitato. E tornare a considerare questo mandato come un dovere, non più come una sorta di diritto.

LUISA
Sono molto molto d’accordo con le cose che diceva Loretta. Una delle idee sulle quali stiamo ragionando è infatti quella di costruire una rete di persone che intanto inizino anche a produrre dei materiali da mettere a disposizione per tutti i coloro che – e siamo fondamentalmente donne per il momento che stiamo lavorando a questo progetto – si vorranno impegnare in questa operazione di riforma della politica che però sa di aver bisogno, oltre che dell’entusiasmo, della passione, della voglia di cambiare quanto in questo paese non funziona, ma anche di ricominciare a studiare, a conoscere profondamente le cose. Forse su questo ti potrei chiedere ancora di dire qualcosa.

LORETTA
Sì, dunque, io penso che bisognerà organizzarsi in modo tale da individuare le aree più importanti. Al momento io sono convinta che le aree più importanti nel futuro, ma anche oggi, siano da una parte la sanità, dall’altra parte l’ambiente, che in realtà sono due aspetti che si relazionano tra loro. E quindi, focalizzarsi su questi aspetti, creare dei gruppi di ricerca sempre a livello di società civile, sempre a livello di iniziativa volontaria di chi vuol far parte di questo gruppo di lavoro e studiare questi aspetti facendo delle proposte concrete. Una volta che abbiamo queste proposte concrete, usare queste proposte concrete per contrastare in un certo senso quelle che sono le politiche che vengono portate avanti nel Lazio, ma anche in Italia, da una classe politica che purtroppo ha perso completamente il contatto con la base della società civile. E usare queste proposte per spingere questa classe politica a prendere in considerazione alternative che sono più vantaggiose per chi nel Lazio ci vive quotidianamente senza invece gestirlo. Noi rischiamo di trovarci in una situazione ancora più seria se non ci mobilitiamo oggi. Purtroppo questo è un momento storico in cui c’è bisogno che la società civile torni a far sentire la propria voce e torni a prendere le redini della gestione della propria vita.

LUISA
Torniamo per un momento alla situazione nel Lazio come esempio. Come sai io ho scelto come uno dei terreni fondamentali della mia campagna elettorale quello della lotta contro il partito trasversale degli affari e in particolare battendomi contro una delle manifestazione di questo partito trasversale degli affari che è quella degli investimenti nel campo della gestione dei rifiuti. Se noi scegliamo però, come dicevi tu di mettere al primo posto la salute, le modalità per effettuare risparmio nella spesa pubblica, noi automaticamente facciamo fuori queste scelte. Allora ci vogliono politici che nel fare scelte di questo tipo immediatamente si mettano in rapporto con i cittadini e chiedano ai cittadini finalmente “Ma voi, cosa volete?”.

LORETTA
Certo. Secondo me questo qui è un discorso fondamentale. Guardando un po’ alla piramide dell’ambiente il rifiuto è la parte più bassa. Iniziamo da lì e poi man mano saliamo fino al livello dell’energia. Chiedere alla gente quali sono le proprie esigenze, dimenticarsi questo aspetto degli affari e quindi dell’elemento dell’economia criminale che poi è intrinsecamente legato da sempre al mercato dei rifiuti, come lo è al mercato delle costruzioni – sono settori dov’è facile questa penetrazione – e fare una politica che tenga presente il mantenimento, la difesa ma anche la rinascita dell’ambiente. Io non credo che sia difficile, ci sono tantissimi esempi in giro per il mondo di regioni che l’hanno fatto. Quindi, come l’hanno fatto gli altri lo possiamo fare noi. Però ci vuole una volontà politica.

LUISA
Mi pare che per ora ci possiamo fermare qua. Io ti ringrazio molto, Loretta, torno a fare campagna elettorale.

LORETTA
Arrivederci.

Condividi!
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • Twitter

Appello dei candidati indipendenti Idv

11/03/2010  |  pubblicato da luisacapelli

Commenti (3) | Trackbacks (0)

Siamo candidati indipendenti con l’Italia dei Valori per le regionali del 28/29 marzo. Abbiamo scelto di candidarci nelle liste di Idv poiché pensiamo che questo partito offra una possibilità di cambiamento a partire dal ripristino delle regole costituzionali e democratiche. Non a caso, questo è anche l’unico partito che ci ha coinvolto e che sta dando anche ad altri indipendenti la possibilità di lavorare a un progetto politico dal basso.

I nostri mestieri sono diversi, e fino ad ora siamo stati impegnati nella politica restando fuori dalla vita dei partiti, battendoci nei nostri campi per la legalità e contro il malaffare e la criminalità, promuovendo la cultura, l’espressione artistica, l’informazione, la comunicazione in Internet come beni comuni da tutelare nella loro libertà. Abbiamo scelto di porre in secondo piano le nostre professioni, accettando la sfida di “mettere la faccia” in un progetto che intende portare, dentro la politica, le esperienze e le battaglie di una parte della società civile che vive l’attuale situazione del nostro Paese come un’emergenza. Ripristino delle garanzie costituzionali, difesa dello Stato, trasparenza e pulizia nella Pubblica Amministrazione, partecipazione dei cittadini: sono le armi pacifiche con le quali combattiamo la degenerazione della politica e il partito trasversale degli affari.

Ci riconosciamo nelle Agende Rosse che chiedono verità per i troppi delitti mafiosi impuniti, nel Popolo Viola che esige il rispetto della Costituzione, nelle donne e nei giovani che si sentono quotidianamente espulsi e mortificati dalla vita sociale e politica italiane. Queste istanze hanno trovato uno spazio importante dentro l’Idv, ma il cammino intrapreso non sarà semplice né breve: ne siamo consapevoli e ci battiamo perché ciò avvenga con maggiori coraggio e convinzione.

Le Regioni sono amministrazioni con notevoli e diretti poteri di intervento sulle vite di chi abita città e paesi: sosteneteci e appoggiate il nostro impegno, per renderle più vicine a tutti noi.

Luisa Capelli, candidata al Consiglio regionale del Lazio (provincia di Roma)
Emiliano Morrone, candidato al Consiglio regionale della Calabria (provincia di Cosenza)
Giulio Cavalli, candidato al Consiglio regionale della Lombardia (province di Milano e Varese)
Benny Calasanzio, candidato al Consiglio regionale del Veneto (provincia di Verona)
Davide Bortoletto, candidato al Consiglio regionale del Veneto (provincia di Treviso)
Mauro Freguglia, candidato al Consiglio regionale del Veneto (provincia di Rovigo)
Maurizio d’Este, candidato al Consiglio regionale del Veneto (provincia di Padova)
Stefano De Barba, candidato al Consiglio regionale del Veneto (provincia di Belluno)
Valerio D’Alessio, candidato al Consiglio regionale dell’Emilia Romagna (provincia di Bologna)

Ringrazio di cuore Sonia Alfano che ha pubblicato l’appello sul suo blog, dopo averne proposto il contenuto agli altri candidati.

Condividi!
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • Twitter

Il pasticciaccio delle regionali nel Lazio

9/03/2010  |  pubblicato da luisacapelli

Commenti (0) | Trackbacks (0)

A che punto siamo?

Conviene ricapitolare, ché la matassa è imbrogliata assai.

1) La lista del Pdl non presentata nei termini, e perciò esclusa dall’ufficio elettorale del tribunale elettorale e poi dalla Corte d’Appello, non è stata riammessa dal Tar ieri; nella decisione, i giudici dicono di non aver tenuto conto del decreto salva-liste poiché nel Lazio la materia elettorale è disciplinata dalla legge regionale 2/2005 e non può esserlo da norme nazionali. Tale decisione è stata contestata dal Pdl attraverso la volontà di ricorrere al Consiglio di Stato il quale dovrà decidere entro il 6 maggio (quindi non necessariamente prima dello svolgimento delle elezioni), eventualmente mettendo in discussione l’esito elettorale.

2) Ora la palla è tornata all’ufficio elettorale del Tribunale. Qui la lista è stata riconsegnata ieri e il Pdl spera in una sua ammissione grazie al decreto salva-liste. Il parere sarà emesso in giornata.

Cosa può accadere?

1. La lista non viene ammessa: perché non è dimostrabile che il contenuto del faldone non sia stato manomesso da sabato scorso (anzi, parrebbe proprio che ciò sia avvenuto, alimentando il mistero della scatola) e perché si considera inapplicabile il decreto, stante la normativa regionale.

2. La lista viene ammessa, in nome del decreto salva-liste. In questo caso, sono già annunciati i ricorsi della giunta regionale del Lazio (per conflitto di competenza con la legge elettorale regionale) e delle opposizioni (anche per le irregolarità di cui sopra).

3. Le elezioni vengono rinviate solo nel Lazio per intervento del governatore provvisorio della regione Esterino Montino, oppure il rinvio riguarderà tutte le regioni attraverso una decisione nazionale.

In ogni caso ci troviamo e ci troveremo in una situazione di estrema incertezza, determinata anche dai ricorsi già avanzati da diverse giunte regionali. Se accolti dalla Consulta, ad elezioni già svolte, quei ricorsi potrebbero condurre all’invalidazione dell’intero risultato elettorale.

Ha ragione Ciampi: tutto questo si sarebbe potuto evitare se solo ci fosse stata l’umiltà di ammettere gli errori (chiamiamoli così) compiuti ed evitando di sommare arroganza e pasticci, in una serie interminabile di offese della giustizia e delle più elementari regole della convivenza civile. E si fosse espressa la capacità di svolgere, per una volta, una funzione dirigente e responsabile nei confronti del Paese: quella funzione che i cittadini si aspettano, a prescindere dal colore del governo in carica.

Condividi!
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • Twitter

Offesa e indignata

7/03/2010  |  pubblicato da luisacapelli

Commenti (4) | Trackbacks (0)

Queste sono davvero pessime giornate. Una pensa che il limite sia stato raggiunto, che peggio di così eccetera eccetera. Invece ecco che arriva l’ennesima mazzata e capisci quanto i saggi fossero veramente saggi ricordando che il peggio non è mai morto.

Quello che mi offende e mi indigna non è tanto il fatto che il governo abbia varato un decreto “interpretativo” (sì, ciao) che è la quintessenza dello strapotere berlusconiano, quanto che il Presidente della Repubblica lo abbia sottoscritto.

Se Napolitano sia stato minacciato non lo sapremo mai, quello che sappiamo è che un Presidente della Repubblica non si piega alle minacce: è stato eletto proprio per le qualità che dovrebbero renderlo, meglio di altri, preparato a resistervi.

Il decreto forza la mano dei Tribunali regionali che in queste ore stanno decidendo l’ammissibilità o meno delle liste per le prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo. E obbliga i giudici a ignorare la legge esistente (quella in base alla quale le elezioni sono state indette e tutti vi stiamo partecipando), adottando nuovi criteri per emettere la sentenza.

Immagine anteprima YouTube

Perché, come scrive Ferdinando Imposimato, “Il decreto (’salva-lista’ n. 29 del 5 marzo 2010) stravolge le regole non le interpreta“, in quanto: “la legge chiara non richiede interpretazione, specie da chi è parte in causa, come il governo”. E aggiunge che “il Presidente della Repubblica non poteva firmare il decreto, che non spiega ma introduce una nuova regola, stravolgendo, a vantaggio di una parte, quella esistente“.

Ma la faccenda più assurda è che la nuova regola stabilisce che la presenza di una persona nell’ufficio elettorale equivale alla consegna della lista elettorale. Come se fosse sufficiente entrare in un ufficio postale per dimostrare di aver pagato un conto corrente, entrare nell’atrio scolastico per risultare presenti alle lezioni, recarsi dove si svolge un concorso per parteciparvi. Citando ancora Imposimato: “si viola la legge attraverso un’altra legge che introduce una regola sbagliata“.

Così contano sulla riammissione della lista del Pdl, non presentata nel Lazio per la provincia di Roma, a causa della ormai nota assenza dal tribunale dei rappresentanti che erano stati incaricati del compito.

Accenno brevemente alla vicenda riguardante la Lombardia: per la lista di Formigoni, come scrivevo qui, appariva già piuttosto probabile l’ammissione senza ricorso a leggi speciali. Così è stato, come dimostra la decisione di ieri del Tar, che pare essere stata presa senza tener conto del decreto “salva liste”, non ancora pubblicato sulla Gazzetta ufficiale quando i giudici hanno iniziato la camera di consiglio.

Dunque torniamo al Lazio, che appare la causa principale del mostro giuridico partorito dal governo e sottoscritto da Napolitano.

Il Presidente Napolitano, per spiegare la sua decisione, ha pubblicato sul sito del Quirinale una lettera di risposta a due cittadini nella quale fa riferimento unicamente al caso lombardo: “Non era sostenibile – scrive Napolitano – che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo”.

Il Presidente tace sul Lazio, poiché qui, come ben spiega la giudice Anna Argento (Presidente della Prima Sezione della Corte d’Assise di Roma – denunciata per abuso d’ufficio!) “nulla avevamo, non si poteva valutare una lista che materialmente non esisteva“:

Immagine anteprima YouTube

Il Presidente Napolitano fa genericamente appello alla necessità di garantire il “diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi” ma è opportuno ricordare che, nella provincia di Roma (quella dove la lista del Pdl non è stata ammessa) gli elettori avrebbero comunque potuto votare la lista della candidata governatrice e altre quattro liste apparentate regolarmente presentate nei termini: Udc, La Destra-Storace, Udeur, Movimento per Roma e per il Lazio di Michele Baldi.

La lista esclusa, quella del Pdl, è però una lista che muove tanti, troppi soldi perché i candidati che vi sono inclusi potessero trovarsi fuori dai giochi: a loro è dedicato il decreto interpretativo. Loro non fanno le file e non si occupano di presentare le liste; loro la politica la fanno promettendo ed elargendo favori (ed esigendone di salatissimi in cambio).

Firmando il decreto del governo il Presidente Napolitano ha preferito difendere i loro interessi anziché quelli dei cittadini che rispettano le regole.

Ma la partita non è chiusa: i giudici del TAR possono sollevare la questione di Costituzionalità per violazione dell’art. 3, “la legge è uguale per tutti“; e la Regione Lazio ha già annunciato che muoverà davanti alla Corte Costituzionale un conflitto di competenza contro il decreto legge interpretativo.

E poi ci siamo noi cittadini, che abbiamo il diritto e il dovere di ribellarci a un sopruso che ancora una volta premia i forti e punisce i deboli.

Condividi!
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • Twitter

Alfre’, areggime er posto

5/03/2010  |  pubblicato da luisacapelli

Commenti (1) | Trackbacks (1)

Il Presidente Napolitano per ora ha detto NO. Berlusconi, nell’incontro di ieri sera, gli ha proposto un decreto che sposti di qualche giorno la data delle elezioni e consenta di riammettere tutte le liste escluse.

Napolitano ha detto pure “aspettiamo le sentenze dei TAR”, i tribunali regionali che stanno vagliando, in Lombardia e nel Lazio, l’ammissibilità o meno delle liste nella prossima competizione elettorale. Cosa possiamo aspettarci da queste sentenze, a soli 23 giorni dal voto?

Ipotesi 1: tutte le liste vengono riammesse. Si tratta di una possibilità ritenuta assai improbabile.

Ipotesi 2: in Lombardia viene esclusa la lista Formigoni e con essa tutte le liste apparentate; nel Lazio viene esclusa la sola lista del Pdl. In questo caso, in Lombardia gli elettori del centro destra si troverebbero privi dei partiti di riferimento da votare, mentre nel Lazio potrebbero far convergere i loro voti sulle liste della candidata Polverini e degli altri partiti apparentati.

Ipotesi 3 (data per probabile questa mattina da diversi commentatori): la lista Formigoni in Lombardia viene riammessa, dunque in quella regione gli elettori del Pdl avrebbero il loro candidato da votare. Nel Lazio, invece, viene confermata l’assenza della lista Pdl dalla provincia di Roma per mancata presentazione ma restano tutte le altre di sostegno a Renata Polverini.

Immagine anteprima YouTube

Tutti e tre questi scenari hanno una sola e unica causa: la superficialità e l’arroganza di coloro che avrebbero potuto e dovuto rispettare la legge e non lo hanno fatto, confidando nella possibilità di “sistemare” le cose nel solito modo, aggirandola o cambiandola come gli fa più comodo. E il risultato è che, ancora una volta, non si discutono problemi e soluzioni che partiti e candidati propongono ai cittadini e gli elettori vengono ridotti a spettatori.

Il risultato è che non si parla degli sviluppi dell’inchiesta sulla protezione civile o delle limitazioni alla libertà cui è sottoposta l’informazione della Rai.

In tutti i casi, le grida sconnesse che provengono da molti esponenti della destra, “rapina”, “siamo pronti a tutto”, “daremo una prova di forza”, dovrebbero rivoltarsi contro quei signori dei loro partiti le cui faccione ancora campeggiano sui muri delle nostre città.

Quelli che hanno già speso decine e decine di migliaia di euro per assicurarsi un seggio in consiglio regionale continuando a fare da lì i propri interessi e non certo quello dei cittadini che li avrebbero votati; quelli che li manovrano, finanziando le campagne elettorali loro e quelle dei candidati presidenti: è dedicata a loro la legge che pensano di partorire. E con loro se la dovrebbero prendere gli elettori del centro destra eventualmente impossibilitati a votarli.

Siamo alle solite: in questo Paese, per alcuni, il rispetto della legge è un optional. In fila ci sta sempre qualcun altro: loro c’hanno di meglio da fare.

Condividi!
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • Twitter

Campagne elettorali

25/02/2010  |  pubblicato da luisacapelli

Commenti (0) | Trackbacks (0)

Sarà lo sciopero di Emma Bonino per denunciare le irregolarità nella raccolta delle firme per la presentazione delle liste. Sarà che nessuna delle due coalizioni nel Lazio è riuscita finora a emergere lanciando una proposta forte e visibile ai cittadini. Fatto sta che i segni della competizione elettorale si riducono ai soliti faccioni che infestano il panorama e al gossip sui candidati.

Sarà anche per questo che i sondaggi continuano a rilevare una situazione di parità tra le due candidate a governatrici della regione.

Il misero dibattito sullo sciopero di fame e sete di Emma Bonino la dice lunga. Che si sia o meno d’accordo sullo sciopero, è stato denunciato un problema enorme, che ha parecchio a che fare con la mutazione in atto nella società e nella politica italiana. L’ennesima legge viene disattesa. Ma questa volta a subire le conseguenze di regole costruite su misura della prima Repubblica (quando i partiti erano in grado di mobilitare centinaia di persone in pochi giorni) non sono più solo i partiti “storicamente” minori: la faccenda investe un po’ tutti, le cause sono note e in gran parte legittime.

Penso che una candidata governatrice dovrebbe utilizzare modalità diverse dallo sciopero della fame per chiedere il rispetto e il ripristino delle garanzie democratiche, ma il silenzio e/o certe forme di solidarietà paternalistica su questa vicenda dovrebbero suonare come un campanello d’allarme per quanti ancora nutrono qualche speranza nella costruzione di una politica per i cittadini.

Condividi!
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • Twitter

Lifting, ma solo per il blog

22/02/2010  |  pubblicato da luisacapelli

Commenti (0) | Trackbacks (0)

Abbiamo rinnovato il mio blog.  Mi hanno aiutato gli amici di nois3lab che condividono le comuni battaglie per la rete libera, emettendo una fattura al salato prezzo di 1 euro.

Da oggi parte il tam tam in rete e sono attivi nuovi strumenti di partecipazione: condividete i contenuti del blog se vi sembrano degni, se avete un account su Facebook diventate fan della mia pagina pubblica (il mio profilo è quasi saturo) e se usate Twitter seguitemi anche là. Grazie.

Condividi!
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • Twitter