categorie: informare bene, informarsi meglio

Bavaglio

Ti illudi che il limite sia stato raggiunto, ma ecco che ti tramortisce l’ennesima mazzata: il voto della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai di ieri sospende i programmi di approfondimento politico per un mese prima del 28 marzo, data delle elezioni regionali. Composte e ben spartite tribune elettorali oppure ciccia.

Facciamole nelle piazze, scriveva ieri sera un amico su Facebook; proposta da considerare, data la diffusione di Internet e banda larga in Italia.

Mi pare la giornata giusta per riguardarsi questo:

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Io Berlusconi lo voglio sconfiggere con un sorriso

Dopo l’ennesimo intervento in cui ha insultato ancora una volta magistrati, giornalisti e corte costituzionale, oltre a chiunque si opponga al suo governo, il cavaliere è stato aggredito da uno psicolabile.

C’era da aspettarsi che accadesse, ma l’unico a cui può giovare un atto di tale idiozia è proprio Berlusconi.

Prepariamoci all’onda mediatica di riprovazione e disprezzo verso chiunque abbia mai pronunciato una parola contro il berlusconismo.

Ma prepariamoci con il sorriso, come abbiamo fatto il 5 dicembre con le nostre sciarpe viola.

Sorridendo, poiché per noi è divertente e bello immaginare di vivere in un Paese con un’informazione libera, con una giustizia e un parlamento che finalmente facciano il proprio dovere senza ostacoli, con un governo che risponda alle emergenze che impediscono un’esistenza serena a tanti cittadini italiani.

Siamo preoccupati, offesi e stanchi, ma non siamo violenti e sappiamo sorridere, poiché gli unici interessati a seminare odio sono coloro che difendono privilegi e impunità cui non possono permettersi di rinunciare.

Internet e il popolo della piazza

Il comune sentire delle decine di migliaia di persone che ieri erano in Piazza del Popolo ci servirà per qualche tempo a sapere che siamo in molti, molti più di quanti a volte vorrebbero farci credere.

Ma c’è una domanda che da ieri mi pongo senza riuscire a darmi una convincente riposta.

Perché nelle parole degli oratori che sono intervenuti in Piazza del Popolo, salvo un accenno del costituzionalista Valerio Onida, la rete è stata completamente assente?

Possibile che tra i tanti interventi di ieri non abbia trovato spazio un blogger di coloro che hanno organizzato lo sciopero della rete del 14 luglio scorso, o uno tra quelli (tanti, tantissimi) che hanno contribuito a rendere la manifestazione di ieri quella cosa grande e bella che è stata?

Possibile che in Italia, nel 2009, la difesa della libertà di informare e di conoscere, in un appuntamento come quello di ieri, si limiti a parlare del mondo della carta stampata e della tv?

Gli attacchi alla libertà della rete, negli ultimi mesi, sono stati pesanti e reiterati (per approfondimenti sullo stato delle “leggi di Internet” qui un riepilogo aggiornato). Li ricordo sommariamente:

Art. 60 del decreto S773 C2180 “sicurezza” (Gianpiero D’Alia, Udc): prevedeva l’imposizione ai provider, da parte del ministero dell’Interno, di controllare e filtrare i contenuti immessi nella rete e ritenuti illegittimi;

Disegno di legge C2195 (Gabriella Carlucci, PdL): prevede l’abolizione di ogni forma di anonimato in rete ed estende a Internet le norme sulla diffamazione che si applicano alla stampa;

DDL C2455 diritto all’oblio (Caterina Lussana, Lega Nord): riconosce ai cittadini sottoposti a processo penale la garanzia che, decorso un certo periodo di tempo, le informazioni (immagini e dati) riguardanti i propri trascorsi giudiziari non siano più attingibili da chiunque.

DDL intercettazioni (Angelino Alfano, PdL): nel decreto che limita la possibilità di ricorrere alle intercettazioni a scopi giudiziari e ne restringe la pubblicazione, l’articolo 18 estende ai “siti informatici” l’obbligo di rettifica entro 48 ore;

DDL C881 modifiche al codice penale (Gaetano Pecorella ed Enrico Costa, PdL): estensione ai “siti internet aventi natura editoriale” le norme della Legge sulla stampa in materia di diffamazione, di ingiuria e condanna del querelante.

Ce n’è abbastanza per allarmarsi e considerare la rete oggetto di un’aggressione specifica che andrebbe puntualmente contrastata, senza abbandonare gli utenti e i produttori di contenuti su Internet alla propria autodifesa (si veda, per tutte le iniziative nate in questi mesi, quella di Diritto alla rete, che ha indetto lo sciopero dei blogger del 14 luglio).

Sarebbe stato bello se ieri la difesa della libertà nella rete, il diritto alla condivisione delle informazioni e alla conoscenza, che Internet come nessuna altra forma della comunicazione oggi consentono, fossero stati tra i punti qualificanti degli interventi dal palco.

Informazione: no al guinzaglio

Informazione: NO al guinzaglio. Diritto di sapere, dovere di informare.

Questo è lo slogan della manifestazione convocata per domani alle 15.30 a Piazza del Popolo a Roma.

Roberto Saviano “Cosa vuol dire libertà di stampa” riassume su Repubblica di oggi le ragioni per ribellarsi alla limitazione della libertà di informare e informarsi dovute all’attuale (di fatto) monopolio televisivo e allo strapotere esercitato su gran parte degli organi dell’informazione a stampa.

La mia adesione alla manifestazione di domani è ulteriormente motivata da tutte le proposte di regolamentazione, restrizione e controllo dell’espressione in rete, sottoposte negli ultimi mesi alla discussione parlamentare dal governo e dai suoi rappresentanti.

Sul blog di Diritto alla rete si può sottoscrivere e partecipare all’appello dei blogger: “un post per la libertà d’informazione in rete”.

A domani.

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Oggi sciopero contro il DDL Alfano

Per chi si trova a Roma, l’appuntamento è alle 19.00 a Piazza Navona.

Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero con una giornata di rumoroso silenzio contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l’informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant’anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.

La rete è un diritto, diritto alla rete.

Per la libertà d’informazione on line

nessun bavaglio alla rete

Questo blog aderisce alla giornata di silenzio indetta per il 14 luglio da giornalisti, blogger e operatori dei media contro il decreto Alfano e per la libertà di informazione.

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