europee 2009

Lettera aperta a Carlo Vulpio (a proposito delle recenti elezioni europee e altro)

14/09/2009  |  pubblicato da luisacapelli

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Caro Carlo,

nei giorni immediatamente successivi il voto del 6/7 giugno avevo seguito i tuoi interventi a proposito della campagna elettorale e della mancata elezione al Parlamento europeo. Solo recentemente ho però avuto modo di leggere il post (Ecco perché non sono entrato nel Parlamento europeo) che hai pubblicato nel tuo blog l’11 di luglio e ho pensato di rispondere pubblicamente, non solo a te ma a tutti coloro che sono vicini a Idv e si interrogano su questa come su altre vicende che agitano la vita di questo partito in una fase politica tra le peggiori della storia d’Italia.

Anche io, con te e molte altre persone, sono stata candidata come indipendente al Parlamento europeo con l’Italia dei valori. E come te ho condiviso, prima di ogni altra cosa, “un progetto politico fondato sulla difesa e sull’applicazione della Costituzione italiana”.
Questo progetto (per quanto riguarda me, avviato dalla proposta avanzata da Di Pietro su indicazione di Gianni Vattimo) aveva come perno l’avvio di un processo di rinnovamento interno all’Italia dei valori che trovava la sua espressione nelle tante candidature di indipendenti, donne e uomini della “società civile” le quali, vale la pena ricordarlo, costituivano la maggioranza dei nomi inseriti nelle liste. Le candidature di Sonia Alfano, Luigi de Magistris e Carlo Vulpio non sarebbero state sufficienti a convincermi di accettare a mia volta. Ciò che ho ritenuto qualificante è stato l’impegno preso con tante persone (e reciprocamente assunto da loro con Idv) perché quel percorso di cambiamento potesse veramente procedere in modo diffuso nel territorio, oltre e dopo gli esiti del voto relativi al Parlamento europeo, rendendo praticabile l’inclusione estesa di risorse, orientamenti ed esperienze fino a quel momento scarsamente rappresentati all’interno di Idv.

D’altra parte, dei sette parlamentari eletti con Idv a Strasburgo (Alfano, Arlacchi, De Magistris, Iovine, Rinaldi, Uggias, Vattimo) ben sei si sono presentati come indipendenti, confermando le attese motivate da quelle candidature. Il difetto consiste, più che nell’assenza di Vulpio, nel fatto che tra i sette eletti vi sia una sola donna! Tra l’altro, essendo l’età media delle donne candidate sensibilmente più bassa di quella degli uomini, si sarebbero presi, come si dice, due piccioni con una fava (senza vincolare il rinnovamento a un puro fatto anagrafico, questo dato ha pur il suo peso nel modo con cui si partecipa alla vita politica).

Detto questo, anche io ho “subito” un trattamento che non sempre ho ritenuto corretto da parte di Idv durante la campagna elettorale. A partire dalla composizione delle liste che (dagli impegni presi con me al momento della candidatura) avrebbero dovuto prevedere, nella circoscrizione in cui sono stata candidata, i nomi di Di Pietro e Rinaldi in testa di lista per poi seguire gli altri in ordine alfabetico. La motivazione di tale scelta mi era parsa un’ulteriore conferma della volontà di fare sul serio: tutti candidati “alla pari”, in un gioco di squadra che, pur facendo perno sulle rispettive esperienze e qualità delle persone, moltiplicava la sua capacità di attrazione proprio per la condivisione collettiva di un progetto. La testa di lista nella terza circoscrizione, invece, conteneva ben sei nominativi (quasi metà dei candidati, una sola donna), con ovvie conseguenze di minore visibilità e credibilità per coloro che da quel sestetto erano esclusi. Ma a mio parere con minore forza e credibilità per tutti, anche coloro che in quella rosa erano inclusi: un difetto (se non altro) di comunicazione, del quale spero si faccia tesoro per il futuro.

La forza della “terna” Alfano, de Magistris, Vulpio, come tu scrivi “simboli dei temi antimafia, giustizia, informazione”, sarebbe penso risultata ancor maggiore se avessimo voluto e saputo stabilire relazioni più strette tra noi, tutte e tutti noi candidati indipendenti presenti nelle liste di Idv, a prescindere dal sostegno “supplementare” del quale quei tre candidati (tre sulla carta, per lo meno) godevano da parte di Beppe Grillo, dei meetup e della Casaleggio. Hanno spesso prevalso altre logiche: diffuse resistenze, qualche personalismo, un modo noto di fare politica che è più facile riprodurre che cambiare. Nonostante questo, a me non è passata per la mente neppure un momento l’idea di ritirarmi dalla competizione, per una ragione su tutte. In quei due mesi scarsi di campagna elettorale ho avuto l’opportunità e il privilegio di conoscere, ascoltare, dialogare con moltissime persone, assetate, prima di ogni cosa, della possibilità di fidarsi dei propri candidati. Aver conquistato la loro stima (e ricambiarla) è per me uno straordinario obiettivo raggiunto dall’operazione voluta da Di Pietro, nella quale mi riconosco e alla quale sono orgogliosa di avere, per la mia piccola parte, contribuito. E, a quanti hanno votato me, posso dire che quei voti sono serviti a portare al Parlamento europeo persone oneste e capaci che svolgeranno con coerenza il compito cui sono chiamate.

Ora si tratta di non disperdere quel lavoro, quell’impegno, le ragioni che ci hanno condotto a compiere una scelta. Per questo sono certa, Carlo, che ci incontreremo ancora (al di là degli incarichi) nelle battaglie, aspre e numerose, che attendono chiunque condivida il nostro bisogno di vedere ripristinate le regole del confronto democratico, della giustizia e della legalità, della difesa dei più deboli, dell’affermazione dei diritti di piena cittadinanza per ogni persona che vive nel nostro Paese.

Per me, come da impegni presi con Antonio Di Pietro al momento della candidatura per le europee, significa restare con convinzione al servizio di questo progetto, accettando la candidatura per le prossime elezioni del Consiglio regionale del Lazio.
A livello locale e regionale la scommessa del 2010 è al tempo stesso ardua e decisiva: affermare la politica, che dovrebbe essere ovvia, del buon governo nella cosa pubblica. Un obiettivo, questo, distante anni luce dal concreto esercizio del potere che vediamo in atto quotidianamente. La possibilità che ciò avvenga passa attraverso due precondizioni: la scelta di candidati dalla indiscutibile onestà e la ricerca di alleanze fondate su precisi impegni programmatici e non azzoppate da intenti elettoralistici. La mia attenzione su questi due punti sarà estrema, poiché la mia posizione da indipendente richiede un atto di lealtà ancor maggiore nei confronti delle elettrici e degli elettori ai quali chiederò di confermare ed estendere la fiducia che mi hanno dato tre mesi fa. Quelle persone mi hanno votata conoscendo la mia collocazione di sinistra e la mia sensibilità verso i diritti che fondano la convivenza tra donne e uomini, indipendentemente dal colore della loro pelle, dalla lingua che parlano, dalle scelte familiari e sessuali che compiono, dai valori e dalle religioni nei quali credono o non credono.

Declinare i principi in azioni è la sfida della politica, se la politica non è asservita ai potenti, alle consorterie, alle associazioni criminali. Per farlo, oltre a sottoscrivere e sostenere il programma in dieci punti dell’Italia dei valori (qui il documento stampabile), io mi impegnerò direttamente e concretamente su questi obiettivi:

1. Trasparenza. Informare, semplificare, condividere: applicare queste regole alle attività e agli atti pubblici è una delle condizioni per ridurre gli sprechi, combattere l’evasione fiscale, eliminare i privilegi, tagliare i costi della politica e imporre la cultura del merito.

2. Libertà digitali. È necessario diffondere e moltiplicare la partecipazione e condivisione proprie del “popolo della rete”, utilizzandole come volano e supporto per superare i gap tecnologici, eliminare le barriere nell’accesso e favorire la partecipazione diretta dei cittadini alla vita pubblica. Diffusione della banda larga, gratuità delle connessioni, educazione all’uso di Internet sono interventi urgenti. Così come è urgente, anche a livello locale, definire una Carta dei diritti digitali che garantisca la libertà della circolazione e condivisione dei contenuti in rete.

3. Istruzione, cultura, ricerca. La democrazia vive dove l’ignoranza viene combattuta quotidianamente con ogni mezzo. Investire sul futuro, sulle capacità e le aspettative mortificate dei giovani non è un’opzione tra tante ma l’unica in grado di restituire all’Italia la fiducia in sé e nelle proprie migliori risorse. Non si tratta solo di spendere di più ma di spendere meglio: introdurre e far valere la cultura del merito e della valutazione contro favori e protezioni, premiare l’ingegno innovativo e creativo a svantaggio della semplice riproduzione dei saperi e della ricerca del guadagno, valorizzare il talento delle donne e coltivare le eccellenze in ogni campo.

4. Ambiente e salute. La Terra è principio e condizione di vita: continuare a depredarla significa mettere a repentaglio la sua stessa sopravvivenza. Il governo del territorio deve difendere ed estendere la tutela dei beni comuni, vincolare ogni decisione su energia, gestione dei rifiuti, accesso alle risorse primarie alle insindacabili priorità della difesa della salute e dell’ambiente. Dobbiamo essere consapevoli dei limiti delle risorse naturali, impegnandoci individualmente e collettivamente a risparmiarle e distribuirle equamente, penalizzando le iniziative che antepongono il profitto di pochi al bene di molti. Possiamo avviare azioni precise, con il territorio a farci da guida, innestando un circolo virtuoso che punti da subito all’utilizzo delle energie rinnovabili, al riciclo dei rifiuti, all’edilizia biocompatibile, alla riduzione e azzeramento delle emissioni nocive.

5. Diritti civili. La cittadinanza si realizza attraverso l’equilibrio tra libertà e responsabilità. Attribuire pari dignità alle scelte sessuali, religiose, familiari di ogni persona passa per il riconoscimento di un diritto e non tramite la concessione di un permesso. Occorrono politiche attive di garanzia ed estensione delle libertà per le coppie di fatto, per le scelte riproduttive e per il fine vita, affidandosi alle competenze e al buon senso prima ancora che a sofisticati apparati di legge. L’inadeguatezza delle iniziative anti-discriminatorie è evidente: l’inserimento in un contesto sociale si promuove estendendo i diritti connessi ai doveri di ciascuno, per esempio riconoscendo l’elettorato attivo a livello locale a tutti i residenti come avviene in molti paesi europei.

Su questi cinque punti aprirò un confronto e chiederò aiuto e collaborazione a tutte e tutti coloro che vorranno partecipare, attraverso il blog e in ogni sede che sapremo individuare, per riempirli di concrete proposte e far camminare le nostre idee. E mi auguro di trovarmi ancora al fianco di Carlo Vulpio in questo impegno.

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Il 6/7 giugno in Europa: sempre meno a votare, sempre più a destra

10/06/2009  |  pubblicato da luisacapelli

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Il primo dato da cui far discendere ogni riflessione sul voto di sabato e domenica è quello dell’astensionismo. Che peso potrà avere, sulle scelte importanti che sarà chiamato a compiere, un Parlamento europeo votato da una minoranza di elettori, pari al 43% degli aventi diritto?

C’è qualcuno, nelle stanze dove in queste ore si guerreggia per l’assegnazione dei posti e si decide quali aggettivi usare per nascondere le perdite, che si occupi, e preoccupi, del così alto numero di cittadini europei che ha espresso la propria sfiducia verso i partiti e l’istituzione che a livello continentale li rappresenta? Non mi pare, e non è un buon segno.

Il secondo elemento da rilevare è il successo dei partiti di centrodestra in tutta Europa e la buona affermazione dei partiti di estrema destra, che hanno fatto del razzismo e della chiusura delle frontiere la loro bandiera.

Terzo punto: socialisti, socialdemocratici e laburisti, come i democratici italiani, perdono ovunque (con l’eccezione di Grecia e Svezia), in qualche caso con sconfitte storiche (due partiti della sinistra italiana scompaiono del tutto, privando di una rappresentanza il 6,5% di elettori).

Crescono i verdi, più per il rilievo affermato da tanti cittadini verso le questioni ambientali – un voto di opinione che in parte sostituisce quello a sinistra – che per la consegna di un mandato pieno a governare dato a quei partiti.

Prende il 7% e un seggio il Partito Pirata in Svezia, portando per la prima volta al Parlamento europeo le istanze del popolo della rete.

Un Parlamento spostato a destra, nel quale il Partito popolare rappresenta il primo partito, con circa 270 seggi su 736.

Tempi duri per chi immagina un’Europa aperta, crocevia di idee e persone, terra di culture che la arricchiscono, dialogando e trasformandosi l’una con l’altra.

Per fortuna c’è Obama (per chi lo avesse perso, consiglio la visione del recente discorso al Cairo) a mostrarci che è possibile pensare il mondo in modo diverso, e che la politica, in particolare quella internazionale, può non essere segnata solo dai conflitti e dal potere dell’uno sugli altri.

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Il mio appello

6/06/2009  |  pubblicato da luisacapelli

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Forse mi conosci da un po’, in questo caso penso che tu sappia per quale motivo votarmi.
Forse hai iniziato a conoscermi da qualche settimana su questo blog, o ci siamo incontrati durante la campagna elettorale, oppure io stessa ti ho dato il volantino con il mio nome e la mia faccia. Forse sei capitata/o qui per caso, per sbaglio, per suggerimento, ed è la prima volta che ho l’occasione di dirti qualcosa.
Qualunque sia il percorso che ti ha condotto qui, mi preme che tu sappia alcune cose.

Con questa esperienza non ho solo scelto di “provare a essere eletta”. C’è dell’altro. Ho vissuto questa campagna elettorale come un’occasione per ascoltare, non per fare propaganda. Il risultato finale e il cammino che mi ha portato a incontrare uomini e donne, ragazze e ragazzi, sono due momenti di pari importanza. Ho capito ancora una volta e più a fondo che c’è un’Italia che non è rassegnata, e ho tentato di spiegare che dall’Europa qualcosa si può cambiare. È possibile se si hanno degli obiettivi chiari; per questo ho deciso di non fare promesse indiscriminate e irrealizzabili, ma ho scelto di focalizzare il mio impegno nell’area alla quale ho dedicato tutta la mia vita attraverso l’attività di editrice e docente universitaria: la conoscenza, intesa nel suo senso più ampio.

Cultura, ricerca, innovazione: per me non sono parole vuote, ma punti irrinunciabili per un risveglio della coscienza democratica e allo stesso tempo strumenti fondamentali per uscire dalla crisi economica. Sono gli ambiti sui quali lavorerò. Perché il merito e l’introduzione di standard europei di valutazione permettano alle nostre università di tornare a essere efficaci nella formazione e competitive nella ricerca. Perché la trasparenza sia la condizione di ogni finanziamento europeo, e questi ultimi non siano più pozzi ai quali veder attingere sempre i soliti traffichini. Perché l’accesso a internet venga garantito a tutti, e a tutti vengano fornite le competenze necessarie per utilizzarlo.

Mi impegnerò perché l’Europa dia avvio a politiche di inclusione e di estensione dei diritti di cittadinanza omogenee per tutti i paesi europei: dal reddito minimo al riconoscimento delle unioni di fatto, dal testamento biologico al diritto alla casa. Perché le risorse vengano più equamente distribuite, perché si abbandoni la scelta nucleare e si investa nella produzione di energia pulita. Vorrei che l’Europa divenisse un territorio dove idee e persone circolino liberamente.

Non voglio andare a Bruxelles in vacanza, voglio andarci perché è da una vita che cerco di contrastare quella catena interminabile di sopportazioni e umiliazioni, inciampi e prepotenze divenuti ormai passaggi obbligati all’accesso, partecipazione e affermazione nella vita pubblica.
L’ho sempre sentita come una necessità, e se deciderai di darmi il tuo voto lo farò anche a tuo nome, ascoltando le tue istanze attraverso questo blog, che sarà il luogo nel quale renderò conto delle mia attività al Parlamento Europeo.
Ho speso la mia vita tentando di decifrare un mondo complicato attraverso analisi complesse che portassero a soluzioni semplici, accessibili, collettive.
Antonio Di Pietro mi ha offerto questa possibilità, e mi ha offerto di correre essendo me stessa, candidandomi come indipendente, come una donna di sinistra.
Non vedo l’ora di provare a cambiare le cose, e se come me pensi che io possa farlo, ti chiedo di votarmi, e di spiegare ad amici e conoscenti per quale motivo lo farai.

Grazie, Luisa

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Votate, e votate bene :-)

5/06/2009  |  pubblicato da luisacapelli

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Circoscrizione Centro: Lazio, Marche, Toscana, Umbria

facsimileeuropee09

Per votare la lista barra il simbolo con una croce.

Per votare la persona, scrivi il cognome accanto al simbolo (ne puoi scrivere tre).

Questa volta il voto di preferenza è molto importante: verranno eletti i candidati che avranno preso più voti, indipendentemente dalla posizione nella lista.

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no spot

1/06/2009  |  pubblicato da admin

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Donne e politica

20/05/2009  |  pubblicato da luisacapelli

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Ricevo dalle collaboratrici che mi stanno più vicino in questa avventura, e volentieri pubblico.

Per giorni e giorni le pagine politiche dei giornali sono state occupate da nomi (e più spesso) foto di tutte le donne del Presidente, in quella che sembra la versione della questione femminile ai tempi di Berlusconi. Poco si è detto, però, di quelle donne, migliaia, che in barba alle quote rosa e alle pacche paternalistiche sulle spalle (quando va bene), si impegnano ogni giorno per tradurre i loro percorsi professionali ed esistenziali in un linguaggio politico, partecipando in prima persona alle attività della “normale” vita democratica in questo Paese. E allora, un po’ per ricordare questa presenza spesso silenziosa (ma il silenzio è d’oro, forse ancora di più nell’era degli strombazzamenti mediatici), e un po’ per ricordare a noi stesse che quello che facciamo non è poi così “banale”, vorremmo sottolineare che lo staff che ruota attorno a Luisa Capelli, che la appoggia in questa sua avventura europea, la sostiene con professionalità, impegno e molta, molta autoironia, è uno staff al femminile: Francesca, Giusy, Katja, Paola e molte altre hanno invaso la casa di Luisa e si sono lasciate invadere dall’entusiasmo del suo progetto politico, ne condividono la passione, il rigore intellettuale e il senso di responsabilità… senza mai perdere il sorriso!

Se volete conoscere qualcosa di loro e trovarne i recapiti, cliccate qui.

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Appuntamenti

11/05/2009  |  pubblicato da admin

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Domani, martedì 12 maggio, sarà una giornata piena: di convegni, incontri, discussioni a Roma. Cercheremo di parlare di programmi, di impegni concreti che ci assumiamo come candidati e come possibili eletti al Parlamento europeo. Interrompendo le chiacchiere inutili del gossip e anche le polemiche pretestuose che provengono da chi dovrebbe considerarci amici.

Si comincia alle 11, alla Sala Capranichetta in Piazza Montecitorio con il convegno “Verso una società della conoscenza”, con Di Pietro, Capelli, Pardi, Pressburger, Tranfaglia e Vattimo.

Alle 15, alla Casa delle donne in via della Lungara discuteremo “Le leggi sulle donne”.

Alle 16, ancora alla Sala Capranichetta in Piazza Montecitorio, si terrà un incontro con i giovani.

Alle 17.30, all’Hotel Palatino in via Cavour, ci troveremo “A sinistra, con idv”.

Alle 18, a Ponte Garibaldi, porteremo un fiore in ricordo di Giorgiana Masi.

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pubblicato in europee 2009

Erasmus in villa e una buona notizia

10/05/2009  |  pubblicato da luisacapelli

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Questa mattina inizieremo a girare per i parchi della città con le nostre idee e i nostri materiali elettorali. L’appuntamento è a Villa Celimontana alle 11, dove resteremo al pic-nic organizzato dai giovani di Erasmus On The Road.

I giovani che hanno partecipato o stanno svolgendo un’esperienza di studio in Europa sono tra i miei interlocutori privilegiati. Perché sono tra coloro che hanno attraversato i confini delle lingue e delle culture, che hanno imparato a mescolarle e a trarne vantaggio per sé e per i loro amici. Perché sono un piccolo simbolo dell’Europa che vorrei: aperta, colta, vitale, in grado di guardare al futuro.

A questi cittadini europei (150.000 ogni anno in giro per il vecchio continente) spiegherò le mie proposte per gli studenti; proposte che partono dall’Erasmus per costruire una rete di eurostudenti al passo con i tempi in cui viviamo. In sintesi le trovate nel flyer depositato qui.

La buona notizia riguarda la Siae. Durante il forum su “Diritto d’autore, Web e pirateria” svoltosi nei giorni scorsi a Palermo, il presidente Giorgio Assumma ha annunciato una nuova regolamentazione che consentirà agli autori di registrare in rete una propria opera anche a titolo gratuito. È una novità positiva, nell’unica direzione possibile: che la Siae se ne sia accorta lascia sperare bene per tutti coloro che sostengono le libertà digitali.

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Note di campagna elettorale

6/05/2009  |  pubblicato da luisacapelli

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Indignazione
“Notizie oggi” trasmissione del mattino su Canale Italia, martedì 5 maggio 2009. Un telespettatore telefona. Problema immigrazione? Spariamo… La conduttrice allibisce: ho capito bene? Sì, dice G.: un morto sarebbe d’esempio per tutti.

Ciarpame
Cittadini/pubblico, elettori/spettatori: non si vede il fondo…

Solidarietà e impegno
Ce n’è, in giro, più di quanto si pensi: gruppi piccoli e piccolissimi, non solo le associazioni più note. Non si parla abbastanza (e la politica non si fa carico) di questo bisogno diffuso di comunità, di partecipazione e condivisione.

Appuntamenti
Oggi, mercoledì 6 maggio, inauguriamo una serie di incontri che ci porteranno all’appuntamento elettorale del 6 e 7 giugno. Mi piace pensare a questi incontri come a una sorta di laboratorio, una officina di idee, pensiero, proposte; per questo mi piacerebbe che fossimo in tanti a lavorare su come ridare senso alla politica e spazio alla immaginazione di un mondo migliore.
Gli incontri si svolgeranno al Tuma’s book bar di Via dei Sabelli, 17 a partire dalle 19.00.

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Libero software, e non solo

4/05/2009  |  pubblicato da luisacapelli

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Oggi ho sottoscritto un patto che si può leggere integralmente qui.
In questo patto, come candidata alle elezioni del Parlamento europeo, mi impegno a:

- incoraggiare amministrazioni e servizi pubblici a utilizzare software libero;
- supportare politiche attive a favore del software libero, opponendomi a ogni discriminazione nei confronti di questo;
- difendere i diritti degli autori e degli utenti di software libero, in particolare richiedendo la modifica di ogni norma che indebolisce tali diritti, e opponendomi a ogni iniziativa legislativa che avrebbe questo effetto.

Perché ho firmato?
Perché, come scrivono i fondatori della Free Software Foundation, “il software libero è una questione di libertà, (…) la libertà di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software” (quattro tipi di libertà, per l’esattezza). Queste libertà hanno fatto nascere e sviluppare Internet come un grande laboratorio al quale partecipano attivamente programmatori di tutto il mondo; queste libertà consentono oggi a tutti noi di disporre e di scegliere, modificare e migliorare i programmi che più si adattano alle nostre necessità.
Ma queste libertà consentono anche, per esempio alle pubbliche amministrazioni, di realizzare grandi risparmi e maggiore efficienza nei servizi.
Un esempio positivo lo ha raccontato la trasmissione Report. La Provincia di Bolzano, dopo il passaggio a sistemi aperti, realizza un risparmio sul proprio bilancio di circa un milione di euro l’anno. Inoltre, con la diffusione di software non proprietari nelle 83 scuole di lingua italiana, sono stati distribuiti a tutti gli alunni 20 mila CD contenenti il programma gratuito. Prima spendevano 269 mila euro in licenze; oggi, con 27 mila euro coprono le spese di manutenzione e con 5.000 euro di CD consentono un risparmio notevolissimo anche per le famiglie.

Richard Stallman, il fondatore della Free Software Foundation, sarà a Roma l’8 maggio (qui il programma dell’iniziativa cui parteciperà).

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