Trasformiamo il Lazio in un'oasi per cervelli fertili

Partecipa alla scrittura del mio programma, a partire da queste 10 idee per scommettere sulla nostra regione

01. Trasparenza

22/02/2010  |  pubblicato da luisacapelli

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Liberiamo la pubblica amministrazione dal partito degli affari usando l’informazione libera in rete. Va potenziato il controllo dei cittadini sulle attività del Consiglio regionale, attraverso la partecipazione diretta alla vita pubblica con l’adeguamento della sezione “Trasparenza totale” nel sito ufficiale della Regione Lazio. Oltre ad atti e documenti già accessibili on line, occorre estendere e rendere facilmente reperibili le informazioni su consiglieri, apparato amministrativo, consulenti, come pure su enti, associazioni, organizzazioni beneficiarie di finanziamenti pubblici erogati dalla Regione e dalla sue strutture. Contemporaneamente, vanno verificate e rese pubbliche tutte le procedure di aggiudicazione degli appalti. Una volta eletta, mi impegno a mettere online tutti gli atti pubblici ai quali avrò accesso, su un sito che gestirò direttamente e che solleciterà l’intervento e la partecipazione diretti dei cittadini. Il risparmio e un uso più attento dei soldi pubblici saranno tra gli obiettivi prioritari.

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02. Sanità

22/02/2010  |  pubblicato da luisacapelli

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Non basta più opporsi genericamente alla spartizione dei posti di direzione delle aziende sanitarie da parte dei partiti; oltre a stabilire i criteri di merito in base ai quali i dirigenti devono essere nominati (criteri che in realtà già esistono), è necessario pensare a organismi di controllo aperti ai cittadini (e non solo alle rappresentanze sindacali o di associazioni) che vigilino sul corretto uso delle risorse regionali. Premiare le eccellenze è propedeutico a qualsiasi proposta specifica riferita alla razionalizzazione del servizio, all’apertura o riapertura di presidi, all’incremento dei servizi domiciliari, al miglioramento nella gestione delle prenotazioni on line ecc. Un miglioramento della sanità pubblica consente la riduzione del ricorso alla sanità privata che costa di più ed è di qualità inferiore.

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03. Gestione dei rifiuti

22/02/2010  |  pubblicato da luisacapelli

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Occorre modificare radicalmente il Piano dei rifiuti fatto proprio dall’attuale giunta regionale ribaltando completamente la logica che ha guidato fino a oggi la gestione dei rifiuti. Il passaggio alla raccolta differenziata deve essere immediato, così come l’adozione del principio delle tre “R”: riduzione, riuso, riciclo. Ridurre imballaggi e contenitori dei prodotti, organizzare il riuso e costruire impianti idonei al riciclo completo dei rifiuti sono interventi che possono e devono essere effettuati senza esitazioni.

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Le prime decisioni dovranno prevedere: l’interruzione della costruzione dei nuovi inceneritori, la riconversione degli impianti già esistenti e l’adozione, come base di discussione, del Piano alternativo che ha accompagnato la stesura della proposta di legge di iniziativa popolare sottoscritta da oltre 12mila cittadini e depositata in regione e su cui il Consiglio neoeletto è tenuto a deliberare.

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04. Diritto allo studio e formazione

22/02/2010  |  pubblicato da luisacapelli

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Lo studio è un diritto e un obbligo per essere all’altezza del domani. Il principio costituzionale che impegna la Repubblica a rendere effettivo il diritto allo studio va applicato con tutto l’impegno da ogni amministrazione pubblica, poiché investire nel futuro dei giovani, sottraendoli alla soggezione cui destina l’ignoranza, rappresenta per la comunità una ragione di soddisfazione e un’occasione di crescita in tutti i campi.

Lo studio deve diventare anche un piacere. L’estensione delle borse di studio, una politica degli alloggi per i fuori sede, abbonamenti gratuiti per la mobilità locale, luoghi collettivi per la ricerca e lo studio, accesso alla formazione permanente, stage retribuiti: sono impegni che la regione deve assumere per cambiare il volto delle nostre città e dei nostri paesi, trasformandoli in poli di sviluppo e richiamo internazionale. Numerose attività di formazione sono finanziate dall’Unione europea: è necessario e possibile un utilizzo più ampio di tali fondi e contemporaneamente vanno esercitati un controllo e una valutazione puntuali sui beneficiari e i risultati ottenuti.

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05. Acqua, un bene comune

22/02/2010  |  pubblicato da luisacapelli

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Occorre mantenere o rendere pubbliche le società che gestiscono l’erogazione dell’acqua, con il riconoscimento del diritto universale di disponibilità e accesso all’acqua potabile e all’acqua destinata ai bisogni collettivi. La gestione del servizio idrico va sottratta ai privati e al mercato, garantendo manutenzione e funzionamento delle reti, efficienza e risparmio nel servizio ai cittadini. Nella fase di transizione, è necessario prevedere interventi tempestivi nei confronti dei gestori inadempienti o nelle irregolarità amministrative con sanzioni e disdetta immediata dei contratti.

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06. Ricerca e innovazione

22/02/2010  |  pubblicato da luisacapelli

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Contrastare le politiche di smantellamento della ricerca richiede anzitutto di avviare politiche di sistema in grado di valorizzare la creatività e il talento dei giovani, premiando le eccellenze presenti nel territorio regionale. Università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e private possono insieme concorrere alla costruzione di una rete interuniversitaria allargata, aperta anche alla collaborazione con le imprese, che consenta un impiego sociale e produttivo di queste risorse, stimolando lo sviluppo della creatività, in particolare di giovani e donne, e sostenendo le iniziative indipendenti. Ricerca scientifica e innovazione tecnologica, integrate con le arti e i beni culturali, possono attrarre risorse e determinare uno sviluppo imprenditoriale utilizzando un contesto unico al mondo, anche attraverso un uso più efficace dei finanziamenti europei.

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07. Internet libero nei contenuti e nell’accesso

22/02/2010  |  pubblicato da luisacapelli

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La rete deve essere libera, aperta e accessibile a tutti. La circolazione e condivisione della conoscenza oggi dipendono in larga parte dalle libertà digitali. La Regione può esercitare anzitutto una funzione di esempio: adottando protocolli aperti o con licenze copyleft per il software e per la documentazione archiviata nei siti dell’amministrazione, finanziando e premiando quei soggetti che fanno altrettanto, promuovendo la diffusione di tali modalità presso tutti i propri interlocutori.

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Va avviata un’ampia campagna di alfabetizzazione che abbatta il divario culturale (ostacolo fondamentale alla diffusione di Internet) e renda consapevoli delle potenzialità offerte dalle reti sociali e dagli strumenti di informazione e ricerca che il web libero consente. La pubblica amministrazione dovrà adeguarsi per prima promuovendone l’utilizzo da parte di tutti i soggetti con cui è in rapporto. Contestualmente alla realizzazione dei piani infrastrutturali per la diffusione della banda larga, si può investire in interventi efficaci e poco onerosi come la realizzazione ed estensione delle reti wi-fi su cui si è impegnata la Provincia di Roma con il suo programma “Wi-Fi e ZeroDigitalDivide“.

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08. Ambiente e tutela del territorio

22/02/2010  |  pubblicato da luisacapelli

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È urgente contrastare l’erosione e privatizzazione delle risorse ambientali e dei beni culturali, rimettendo al centro delle politiche regionali l’applicazione del principio costituzionale sancito dall’articolo 9, per il quale la Repubblica “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”. In questo contesto vanno collocati la lotta decisa contro la speculazione, un sistema di riqualificazione dei sistemi urbani, le politiche sociali per la casa. Le città e i paesi devono tornare ad avere un’aria respirabile: il traffico delle auto private va drasticamente ridotto e i servizi pubblici devono essere potenziati, rivedendo il piano regionale dei trasporti con una maggiore attenzione alla mobilità collettiva.

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09. Scelte energetiche

22/02/2010  |  pubblicato da luisacapelli

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La responsabilità per il futuro del pianeta in cui viviamo ci deve condurre in tempi rapidissimi a un radicale risparmio energetico, adeguandoci agli obiettivi fissati dall’Unione Europea sulla riduzione dei consumi, sulla limitazione delle emissioni di CO2 e sulla produzione di energia da fonti rinnovabili. L’energia prodotta dal sole e quella ricavata dal vento sono già oggi alternative efficaci e rapidamente adottabili: occorre un impegno deciso per la loro promozione e diffusione, con incentivi a cittadini e imprese in grado di costituire nuove opportunità economiche. Riconvertire (con fotovoltaico e minieolico) le sedi pubbliche dovrebbe costituire il primo passo importante e sarebbe un ottimo esempio. Il ritorno al nucleare non è una soluzione e i cittadini italiani hanno già detto no con un referendum. La Regione deve pronunciarsi senza ambiguità contro la costruzione di centrali sul proprio territorio.

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10. Diritti civili e di cittadinanza

22/02/2010  |  pubblicato da luisacapelli

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La nostra regione deve diventare di nuovo una comunità ospitale e cosmopolita, dove la convivenza tra donne e uomini, indipendentemente dal colore della loro pelle, dalla lingua che parlano, dalle scelte familiari e sessuali che compiono, dai valori e dalle religioni nei quali credono o non credono sia vissuta come un valore. Vanno adottati e diffusi a livello locale provvedimenti di riconoscimento delle unioni di fatto, prendendo atto dei cambiamenti avvenuti nelle scelte familiari delle persone. Va prevista e diffusa la possibilità di registrare il proprio testamento biologico: lo richiedono le trasformazioni intervenute nella scienza. Vanno estesi i processi di inclusione sociale degli stranieri, adottando politiche che coniughino nuovi diritti e reciproche responsabilità. La Regione ha adottato una legge di sostegno al reddito: essa va estesa, considerando il reddito minimo come un diritto di cittadinanza da cui nessuno, soprattutto i giovani, può essere escluso. Infine, nel Lazio deve potersi esprimere pienamente il talento delle donne: ancor più degli interventi legislativi, occorrono politiche attive che favoriscano l’espressione delle straordinarie risorse di cui esse sono portatrici.

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