06. Ricerca e innovazione

pubblicato il 22/02/2010  |  da luisacapelli  |  1 Commento

Contrastare le politiche di smantellamento della ricerca richiede anzitutto di avviare politiche di sistema in grado di valorizzare la creatività e il talento dei giovani, premiando le eccellenze presenti nel territorio regionale. Università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e private possono insieme concorrere alla costruzione di una rete interuniversitaria allargata, aperta anche alla collaborazione con le imprese, che consenta un impiego sociale e produttivo di queste risorse, stimolando lo sviluppo della creatività, in particolare di giovani e donne, e sostenendo le iniziative indipendenti. Ricerca scientifica e innovazione tecnologica, integrate con le arti e i beni culturali, possono attrarre risorse e determinare uno sviluppo imprenditoriale utilizzando un contesto unico al mondo, anche attraverso un uso più efficace dei finanziamenti europei.

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Commenti

  1. Raffaele Gavarro says:

    febbraio 24th, 2010 at 15:58 (#)

    Un piccolo contributo programmatico per il settore dell’arte contemporanea.
    È ormai fondamentale che la Regione si doti di una legge che punti a costituire una rete delle diverse realtà museali ed espositive presenti nel Lazio, e che nondimeno stimoli la realizzazione di centri d’arte contemporanea in questa prospettiva. Una rete che dunque, partendo da Roma, raccolga e interagisca con realtà già attive come Il Ciac di Genazzano e Le Scuderie Aldobrandini di Frascati, tanto per fare due esempi, ma che soprattutto sostenga la nascita di centri d’arte contemporanea nelle provincie di Rieti, Viterbo, Frosinone e Latina.
    Centri non solo espositivi, ma dotati di programmi educativi e formativi, nonché di programmi di residenza nazionali e internazionali per artisti. Una legge simile è stata predisposta e adottata dalla Regione Toscana, contribuendo alla razionalizzazione delle risorse e allo sviluppo del settore. Può essere un primo modello, ma a differenza della Toscana, che agiva su realtà preesistenti, nel Lazio si potrebbe meglio operare per formulare una legge che dia maggiori garanzie di trasparenza e di reale sostegno alla ricerca, permettendo la realizzazione di una rete museale con standard europei.
    I vantaggi di una legge e di un’organizzazione siffatta sono innumerevoli.
    Il primo, e forse più essenziale, è che un “Sistema regionale dell’arte contemporanea”, impedirebbe di fatto la dispersione in mille piccoli rivoli delle risorse impiegate da Regione, comuni e provincie per la produzione di eventi espositivi effimeri. Non secondariamente si verrebbero a creare potenti attrattori turistici in territori che spesso offrono solo sagre della castagna o della carbonara. Ma quello che preme maggiormente sottolineare è il diretto effetto culturale, e il conseguente indotto professionale, che agirebbe sui diversi territori.
    Non da ultimo, vorrei sottolineare la possibilità, in termini di diretto contributo alla ricerca e alla cultura, che la creazione di simili strutture organizzate in rete avrebbero per le aziende attive nelle diverse provincie. Non è improbabile che un’azienda che produce materassi nella provincia di Frosinone, o un‘istituto di credito di Rieti, si convinca a sostenere attività espositive e didattiche che insistono direttamente sul territorio in cui hanno sede ed operano.

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