05. Acqua, un bene comune
pubblicato il 22/02/2010 | da luisacapelli | 2 Commenti
Occorre mantenere o rendere pubbliche le società che gestiscono l’erogazione dell’acqua, con il riconoscimento del diritto universale di disponibilità e accesso all’acqua potabile e all’acqua destinata ai bisogni collettivi. La gestione del servizio idrico va sottratta ai privati e al mercato, garantendo manutenzione e funzionamento delle reti, efficienza e risparmio nel servizio ai cittadini. Nella fase di transizione, è necessario prevedere interventi tempestivi nei confronti dei gestori inadempienti o nelle irregolarità amministrative con sanzioni e disdetta immediata dei contratti.































marzo 17th, 2010 at 13:39 (#)
Buongiorno,
vorrei far notare che se non diventano davvero pubblici i DATI relativi alla gestione dell’acqua, che il gestore sia pubblico o privato non fa quasi nessuna differenza in pratica, come ho spiegato in questi articoli:
http://stop.zona-m.net/it/node/51
http://stop.zona-m.net/it/node/93
Qual è la sua posizione in proposito?
Grazie!
marzo 17th, 2010 at 14:10 (#)
Sono assolutamente d’accordo con le questioni che pone relativamente alla necessità di una trasparenza assoluta sulla gestione dell’acqua, come per ogni altro atto pubblico. In questa campagna mi sto sforzando di porre questa questione in ogni mio intervento. Ad esempio, non potrò essere alla manifestazione indetta il prossimo 20 marzo dai comitati per l’acqua pubblica perché mi trovo impegnata della Festa dei Pirati che prevede al suo interno anche dei panel relativi all’importanza di una rete libera che consenta a tutti i cittadini di accedere in modo semplice alle informazioni relative alla gestione di tutti i servizi che li riguardano da parte della pubblica amministrazione.
Per quanto riguarda la questione della scelta tra la gestione pubblica o privata dell’acqua, penso che intanto sia necessario bloccare la cessione a privati di quote così consistenti come quelle previste per il comune di Roma (che porterebbe i privati ad avere quote pari o addirittura superiori a quelle detenute dal Comune). Questo infatti sicuramente si tradurrebbe a mio parere nella riduzione per i cittadini della possibilità di conoscere, scegliere e intervenire sulla gestione, come mostra il caso di Aqualatina. Anche per quanto riguarda i privati bisognerebbe esigere la massima trasparenza, ma questo diventa un imperativo che i cittadini possono esigere quando si tratta di amministrazioni pubbliche.
Grazie per il suo commento