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	<title>Commenti a: Un Corso di Laurea “messo a tacere”</title>
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	<description>editoria, conoscenza e altro</description>
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		<title>Di: luigi</title>
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		<dc:creator>luigi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2009 20:38:54 +0000</pubDate>
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		<description>Quello che sta succedendo nella Facoltà di Lettere di Tor Vergata è un piccolo esempio di come le Università, a volte, si mettano a ricevere in poppa il vento distruttivo di un governo  che le vuole alla deriva. Da anni si sta smantellando l&#039;Università pubblica per favorire istituzioni private, si cerca di trasformare gli Atenei in fondazioni! E questo accade anche per la Scuola, con le equiparazioni e gli istituti paritari che il Governo Berlusconi ha favorito e incentivato, al punto che oggi puoi &quot;comprarti&quot; un diploma liceale senza mai andare a scuola, e poi accedere tranquillamente alle università e &quot;parcheggiarti&quot; per anni.
La sfida a cui siamo tutti chiamati, studenti, docenti, ricercatori e semplici cittadini amanti del Sapere Pubblico (con le maiuscole), è di resistere. Non permettere che il sapere sia una merce da acquistare sotto forma di rette e cfu, non permettere che le aziende private e le banche siano da considerare l&#039;unica fonte per finanziare la ricerca di cui un Paese civile ha bisogno nel 2009. Non posso fidarmi di una banca o di un&#039;azienda - per come oggi esse funzionano e per il sistema malato che hanno creato - che finanzino un qualsiasi progetto di ricerca, loro vogliono i &quot;sùbiti guadagni&quot;, non sono in grado di capire che occorre lungimiranza, che il sapere e la ricerca sono prima di tutto un investimento per il futuro dell&#039;umanità. Così come non posso immaginare una Università privata che risponde alla Chiesa Cattolica o a Confindustria (leggi Luiss, Lumsa ecc.) che formi dottori in Editoria e giornalismo... sarà un mio pregiudizio, ma non lo so superare!
Dobbiamo difendere sempre e comunque la nostra Università pubblica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che sta succedendo nella Facoltà di Lettere di Tor Vergata è un piccolo esempio di come le Università, a volte, si mettano a ricevere in poppa il vento distruttivo di un governo  che le vuole alla deriva. Da anni si sta smantellando l&#8217;Università pubblica per favorire istituzioni private, si cerca di trasformare gli Atenei in fondazioni! E questo accade anche per la Scuola, con le equiparazioni e gli istituti paritari che il Governo Berlusconi ha favorito e incentivato, al punto che oggi puoi &#8220;comprarti&#8221; un diploma liceale senza mai andare a scuola, e poi accedere tranquillamente alle università e &#8220;parcheggiarti&#8221; per anni.<br />
La sfida a cui siamo tutti chiamati, studenti, docenti, ricercatori e semplici cittadini amanti del Sapere Pubblico (con le maiuscole), è di resistere. Non permettere che il sapere sia una merce da acquistare sotto forma di rette e cfu, non permettere che le aziende private e le banche siano da considerare l&#8217;unica fonte per finanziare la ricerca di cui un Paese civile ha bisogno nel 2009. Non posso fidarmi di una banca o di un&#8217;azienda &#8211; per come oggi esse funzionano e per il sistema malato che hanno creato &#8211; che finanzino un qualsiasi progetto di ricerca, loro vogliono i &#8220;sùbiti guadagni&#8221;, non sono in grado di capire che occorre lungimiranza, che il sapere e la ricerca sono prima di tutto un investimento per il futuro dell&#8217;umanità. Così come non posso immaginare una Università privata che risponde alla Chiesa Cattolica o a Confindustria (leggi Luiss, Lumsa ecc.) che formi dottori in Editoria e giornalismo&#8230; sarà un mio pregiudizio, ma non lo so superare!<br />
Dobbiamo difendere sempre e comunque la nostra Università pubblica.</p>
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		<title>Di: Massimo Canevacci</title>
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		<dc:creator>Massimo Canevacci</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2009 17:44:56 +0000</pubDate>
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		<description>scusate il mio ritardo ma sto in una situazione di debolezza e superlavoro.... quello che accade a luisa, se confermato, mi getta nella costernazione e nella stessa situazione capitata a me in particolare ma ancor più a una linea politica culturale perseguita ciecamente dalla mia facoltà di scienze della com unicazione che chiude in questo momento antropologia culturale che invece dovrebbe essere centrale per contrastare i noti processi politici esplicitamente razzisti di questo governo e che sono penetrati tra diversificati strati della popolazione. e allora dobbiamo protestare!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusate il mio ritardo ma sto in una situazione di debolezza e superlavoro&#8230;. quello che accade a luisa, se confermato, mi getta nella costernazione e nella stessa situazione capitata a me in particolare ma ancor più a una linea politica culturale perseguita ciecamente dalla mia facoltà di scienze della com unicazione che chiude in questo momento antropologia culturale che invece dovrebbe essere centrale per contrastare i noti processi politici esplicitamente razzisti di questo governo e che sono penetrati tra diversificati strati della popolazione. e allora dobbiamo protestare!!!</p>
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		<title>Di: Ana Maria</title>
		<link>http://www.luisacapelli.eu/blog/2009/05/09/un-corso-di-laurea-%e2%80%9cmesso-a-tacere%e2%80%9d/comment-page-1/#comment-50</link>
		<dc:creator>Ana Maria</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2009 17:42:48 +0000</pubDate>
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		<description>Sono arrivata sei anni fa in Italia e ho collaborato per quattro anni con la cattedra di antropologia culturale della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell&#039;Università La Sapienza di Roma. Nel corso di questa esperienza, ho visto con tristezza declinare la qualità del servizio offerto agli studenti che in balia di riforme, corsi che si aprono, si chiudono, crediti formativi da accumulare, vivono il loro percorso di laurea con angoscia e insoddisfazione. Sensazioni che secondo gli studenti stessi nascono anche dall&#039;assenza dei necessari spazi per il dibattito tra colleghi di studio, per il dialogo con i docenti, per l&#039;approfondimento della comprensione non esclusivamente nozionistica. Mi chiedo per quale motivo, in un contesto come quello dell&#039;Università attuale, si chiudano i corsi che funzionano meglio e che sono più apprezati dagli studenti. Mi stupisce che le decisioni prese nei Consigli di Facoltà siano complici di questo processo d&#039;impoverimento progressivo. Conosco il lavoro editoriale svolto dalla  profesoressa Luisa Capelli, conosco la sua passione e la sua professionalità: perdere lei e il corso di laurea in cui insegna è un errore che l&#039;università non può permettersi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono arrivata sei anni fa in Italia e ho collaborato per quattro anni con la cattedra di antropologia culturale della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell&#8217;Università La Sapienza di Roma. Nel corso di questa esperienza, ho visto con tristezza declinare la qualità del servizio offerto agli studenti che in balia di riforme, corsi che si aprono, si chiudono, crediti formativi da accumulare, vivono il loro percorso di laurea con angoscia e insoddisfazione. Sensazioni che secondo gli studenti stessi nascono anche dall&#8217;assenza dei necessari spazi per il dibattito tra colleghi di studio, per il dialogo con i docenti, per l&#8217;approfondimento della comprensione non esclusivamente nozionistica. Mi chiedo per quale motivo, in un contesto come quello dell&#8217;Università attuale, si chiudano i corsi che funzionano meglio e che sono più apprezati dagli studenti. Mi stupisce che le decisioni prese nei Consigli di Facoltà siano complici di questo processo d&#8217;impoverimento progressivo. Conosco il lavoro editoriale svolto dalla  profesoressa Luisa Capelli, conosco la sua passione e la sua professionalità: perdere lei e il corso di laurea in cui insegna è un errore che l&#8217;università non può permettersi.</p>
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